1. A breve aggiorneremo la piattaforma di Reboot per risolvere alcuni problemi con i plug-in, quindi chiediamo ancora un po' di pazienza, Lo staff di Reboot

Reboot.ms

 
Feb
20
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I produttori di computer sanno che l'utente medio NON disinstalla i programmi che vengono inseriti nei PC senza l'autorizzazione dell'utente, oppure chiedono l'autorizzazione alla prima accensione, quando nessuno legge i termini di utilizzo ed accetta tutto.
In pratica, una volta comprato un PC nuovo dovreste formattarlo NON usando la partizione di ripristino fornita dal produttore, installare un sistema pulito da un disco di installazione OS generico e poi aggiungere i driver manualmente. In ogni caso accettare com'è quello che ci viene proposto non è una buona idea. Perchè?
Il caso di Superfish ne è una dimostrazione.
Non è la prima volta che succedono cose di questo genere, ma Lenovo ha fatto rumore perchè il suo nome sta emergendo: mentre tutti scommettevano sui tablet, Lenovo, in controtendenza, ha proposto computer discreti a pochi soldi. Il tempo gli ha dato ragione.
Il prezzo basso è in parte giustificato dalla presenza sui PC dei software indesiderati. Le aziende vengono pagate per Continua a leggere...
Feb
20
Internetofthingsdiscussion.jpg
Ormai se ne parla dovunque: L'internet delle cose è una realtà ormai presente e persistente.​
I produttori di tecnologia ed affini hanno fiutato da tempo la possibilità di sfruttare questo nome e quello che significa, anche solo per avvolgere in un alone di obsolescenza la vecchia generazione di dispositivi non connessi e non "smart".

A me l'idea dell'internet delle cose entusiasma non poco. La possibilità di avere tutto connesso e tutto sotto controllo è stata fino a poco tempo fa cosa relegata alla semplice fantascienza, e più ci penso e più non vedo altro modo in cui avrebbe potuto evolversi la tecnologia: abbiamo internet, che è LA RETE per eccellenza, la maglia tessuta di connessioni che ci permettono di comunicare istantaneamente con chiunque, gratis (o quasi)… e dall'altra parte abbiamo una serie di oggetti hi-tech che ormai fanno parte della nostra casa e quotidianità, ma che non sono stati inizialmente progettati per essere connessi, o controllati da remoto. Figli di questo binomio sono Continua a leggere...
Feb
18
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Nel primo articolo della serie Console Hacking History ho parlato del 10NES, un chip molto utilizzato da Nintendo a protezione dei sistemi che usano le cartucce come supporto.​
Il 10NES, a seconda del livello logico in ingresso sul PIN 4, si comporta come chip di blocco (livello alto) o chip chiave (livello basso). Potete dare un'occhiata al pinout qui sotto.
Il NES si rifiuta di funzionare se il chip viene rimosso, quindi la soluzione è di cambiarne il comportamento: basta impedirgli di resettare la CPU ed il gioco è fatto. Attivando sul chip la modalità chiave, la funzione di reset ad 1Hz viene annullata.
Come detto poco fa, per attivare la Key mode del chip è sufficiente mettere il pin 4 a livello basso. Nel nostro caso basterà Continua a leggere...
Feb
16
NES_history.jpg
Aaaah... il NES. Dove tutto non è cominciato: non è la prima console Nintendo, e rientra cronologicamente solo nella terza generazione di console per videogames.
Il NES ha invece un altro primato, quello delle misure tecnologiche per contrastare la pirateria. L'Entertainment System è infatti la prima console ad introdurre un sistema anticopia dedicato. La contromisura aveva un'altra peculiarità: solo Nintendo stessa poteva autorizzare la diffusione dei software. Nessuno poteva più produrre homebrew senza aver ottenuto "l'autorizzazione" per poterlo fare.
Tutte le console precedenti infatti facevano della difficoltà a reperire i supporti o della difficile diffusione delle informazioni la principale protezione... praticamente ignoravano il pericolo, o comunque evitavano di inserire sistemi anticopia per contenere i costi della console e dei supporti.
Nintendo, invece, nell'intenzione di impedire la diffusione dei supporti piratati, inserì nel NES un Continua a leggere...
Feb
10
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Max Burnett, ricercatore e consulente informatico, ha rilasciato poche ore fa un file txt contenente 10 milioni di combinazioni username+password. Diversi utenti hanno protestato contro questa decisione, ma Burnett stesso spiega all'interno di un post nel suo blog personale che si tratta solo di una "raccolta" di vecchi database rilasciati negli scorsi 10 anni, e non di un leak di password realmente utilizzabili.​
In pratica, potrete anche procurarvi il database, ma ci sarà già qualcuno prima di voi che ha già provato ad usarlo.
Per rendere ancora più complicato l'utilizzo di queste informazioni, Burnett ha Continua a leggere...
Feb
10
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Se gli Anonymous sono realmente quello che dicono di essere, saranno d'accordo con questa frase: è giusto farsi domande ed appurarsi delle cose, non accontentandosi solo delle informazioni che ci vengono messe davanti.
Quindi, alla luce di quello che è successo negli ultimi anni, mi sono chiesto: Chi sono realmente gli Anonymous?
Non è una domanda a cui si può dare facile risposta, ovviamente. Se si chiamano Anonymous, un motivo ci sarà. Quindi questo articolo è da prendere come un ragionamento sulla società online del periodo che stiamo vivendo.
Non sono nè a favore, nè contro gli Anonymous. Hanno un'identità troppo offuscata per potersi rispecchiare nei loro ideali.
Nonostante questo, gli attacchi più importanti messi in atto dagli "anonimi" sono già diventati storia. Continua a leggere...
Feb
08
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Microsoft in questi giorni ha rilasciato il primo firmware del 2015 per Xbox One.
In rete circolavano già da tempo prove del suo prossimo arrivo, grazie anche ai tester che hanno postato immagini e informazioni. Questo aggiornamento non porta tantissimi miglioramenti, ma incrementa la stabilità generale del sistema, aggiungendo alcune features per il Gamepad e la grafica.
Le Tiles ora sono trasparenti dando maggiore spazio allo sfondo.
Per quanto riguarda il nuovo firmware del gamepad è stata aggiunta la funzione Quick Connect ed è stata migliorata la stabilità generale:
Quick Connect - In precedenza la connessione tra Gamepad e Xbox One avveniva in circa quattro/cinque secondi. Ora ci vorranno circa due secondi. Continua a leggere...
Feb
03
Arduino.png
Un aspetto importante della scheda Arduino è la possibilità di interagire con un PC tramite porta USB.
In realtà la comunicazione avviene tramite una porta seriale UART o USART, grazie ad un pin digitale RX (D0 su Arduino Uno) e TX (D1). Quando si abilita la comunicazione seriale questi 2 pin non possono essere utilizzati per altre funzioni.
I PC moderni non dispongono della porta seriale quindi, per praticità, a partire dalla versione Diecimila è stato integrato nella board Arduino un chip per la conversione del segnale.

Esistono diverse board Arduino, ed ognuno di queste ha numero di porte e caratteristiche differenti riguardo l'utilizzo dei pin. A seguire riporto solo alcuni modelli:
  • Arduino UNO: Una porta seriale sui pin digitali D0 (RX) e D1 (TX).
  • Arduino Mega: Tre porte seriali, Serial1 sui pin digitali D19 (RX) e D18 (TX), Serial2 sui pin digitali D17 (RX) e D16 (TX) e Serial3 sui
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Feb
02
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La Raspberry PI Foundation ha iniziato la vendita della seconda versione del noto computer a singola board, che effettivamente aveva bisogno di una revisione.
Raspberry PI è stata presentata per la prima volta nel febbraio 2012 e le caratteristiche tecniche da allora sono rimaste invariate, nonostante le versioni presentate negli scorsi anni e l'aumento da 256MB a 512MB di RAM.
BananaPI, Hardkernel, Miniand ed UDOO hanno cercato di contrastare Raspberry PI sotto l'aspetto delle potenzialità hardware, ma la forza di RPI è sempre stata la vasta comunità che gli si è creata attorno.

Ci sono diverse testate online che trattano tecnologia che oggi si sono scatenate parlando bene del Raspberry PI 2, e hanno diverse ragioni di farlo, perchè ha tutte le carte in regola per replicare il successo della versione precedente, eppure... Continua a leggere...
Feb
01
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Nei giorni precedenti grazie a @RyujiAndy ho vagliato varie ipotesi di stampanti ed alla fine son ritornato sui passi di una stampante senza scocca esterna, che permettesse modifiche e facile comprensione del funzionamento ed eventuale modifiche fai da te rimanendo fedele alla prima regola di una stampante 3D RepRap. A dir la verità ...non credevo potessero esserci tante scatole dentro ad una scatola e si che le produco per lavoro LOL Terminato l'unboxing ho provveduto ad aprire tutte le scatole per sincerarmi dei componenti e della qualità degli stessi. L'esito è stato più che soddisfacente sia sul piano qualitativo dei componenti sia dell'imballaggio degli stessi all'interno delle confezioni mostrate. Continua a leggere...