1. A breve aggiorneremo la piattaforma di Reboot per risolvere alcuni problemi con i plug-in, quindi chiediamo ancora un po' di pazienza, Lo staff di Reboot

Arduino vs Arduino

Discussione in 'Arduino News' iniziata da StandardBus, 6 Mar 2015.

By StandardBus on 6 Mar 2015 alle 10:17
  1. StandardBus

    StandardBus Staff Alan Staff

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    Arduino LLC (Limited Liability Company) ha citato in giudizio Arduino Srl (italiana).
    Ma non è come sembra: la compagnia (LLC) fondata da Massimo Banzi, David Cuartielles, David Mellis, Tom Igoe e Gianluca Martino nel 2009 e che detiene i diritti sul marchio "Arduino" è quella che ci ha fatto scoprire Arduino come lo conosciamo oggi.
    Allo stato attuale, le board ufficiali sono prodotte da uno spinoff aziendale, la Smart Projects to Arduino Srl, che ha registrato il dominio Arduino.org. Ma il problema non è la registrazione del dominio in sè.

    Da quanto emerge in rete (ed in particolare da questo articolo apparso su Make) la causa della divisione è il fatto che Banzi assieme agli altri tre vogliono internazionalizzare il marchio dando in licenza la produzione di board Arduino ufficiali ad altre aziende nel mondo, con tutta probabilità molte con sede in Cina, mentre Martino e Musto (Srl) vogliono mantenere la produzione all'interno della sola fabbrica italiana, ora rinominata in Arduino Srl.

    Esistono già decine di cloni di Arduino, proprio perché la board è open source ed open hardware, ma le board clonate hanno sempre fatto uso di nuovi nomi. La causa si basa proprio sulla violazione del nome, del marchio e delle grafiche, che, al contrario della scheda, sono protetti da copyright per distinguere le board originali da quelle che non lo sono.
    Il sito Arduino.org infatti riprende senza autorizzazione sia marchio che stile di Arduino.cc, che invece è il sito ufficiale, ospitante la community più grande ed attiva. Se questo sia giusto o meno, lo sta decidendo la corte distrettuale del Massachusetts.

    I dissapori per le diverse idee di crescita dell'azienda tra i componenti del team iniziale sta quindi frammentando l'universo di Arduino, fin'ora sembrato più che stabile.
    La realtà di un prodotto completamente open è compatibile con quella di un'azienda che lucra sulla vendita delle stesse board che chiunque può prodursi autonomamente? Oppure, è giusto limitare la produzione di Arduino ad una singola azienda piuttosto di aprirsi al mondo? Il tempo ci darà risposta.
     
    #1
    Ultima modifica di un moderatore: 6 Mar 2015
    A Christian, nastys e montale piace questo elemento.
Studiare è inutile se l'apprendimento non stimola la creatività.
Modder venticinquenne appassionato di retrogaming, ha studiato elettronica/telecomunicazioni. È molto affascinato dall'internet delle cose e dall'entusiasmo con cui sono stati accolti online Arduino e Raspberry Pi.
Sperimenta sulle console dal 2006, scoprendone le potenzialità grazie al defunto ConsoleWorld.
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